Sono la mamma di Stefano, un ragazzo adolescente di 16 anni con autismo. Una delle cose che l’autismo compromette nei nostri figli è la sfera relazionale, nasce da qui l’esigenza di noi genitori di creare attorno a loro una rete sociale, fatta di interessi vari, sport, affettività atta a soddisfare i loro bisogni, che non sono diversi dai bisogni di un qualsiasi bambino e adolescente.

A 16 anni si inizia a sperimentare la propria autonomia, intesa come libertà, indipendenza e tempo condiviso con i coetanei. L’autismo non esime Stefano e gli altri ragazzi con autismo, dal desiderare questi spazi, dal desiderare di stare insieme a ragazzi della stessa età, per giocare in compagnia di amici e non sempre dei genitori. Stefano non è verbale, non comunica questo suo desiderio, non verbalmente almeno, ma basta vedere la serenità di questi ragazzi quando stanno insieme, il reciproco rispetto e la normalità con cui sono capaci di accettarsi ognuno con le sue diversità.

Tutto questo è ciò che noi genitori vediamo in quest’ ora che i nostri ragazzi dell’associazione “Il Pentolino”, passano insieme giocando al bowling.

Brigida Preziosa